Ho visto in anteprima la stagione 1 di Tribes of Europa, una serie TV tedesca del 2021 realizzata dai produttori di Dark, disponibile in streaming su Netflix dal 19 febbraio 2021. Dopo un’attenta visione, sono pronta a parlarne con questa recensione rigorosamente senza spoiler.

Pertanto, in questo mio articolo ti parlerò di tutto ciò che devi aspettarti da questa serie televisiva di genere fantascienza distopica. Nei prossimi capitoli, inoltre, ti fornirò anche alcune informazioni sulla trama, mentre leggendo il capitolo dedicato alla recensione potrai sapere cosa aspettarti da questa serie televisiva.

Fatte queste premesse iniziali, immagino che sarai impaziente di scoprire tutte le anticipazioni su Tribes of Europa, vero? In tal caso ti invito a metterti seduto bello comodo e prenditi giusto qualche minuto di tempo libero, per leggere con calma questa mia recensione in anteprima. Prima di iniziare, però, ricorda di attivare le notifiche, tramite l’avviso che ti viene mostrato nel browser. Inoltre, seguimi sui social network (mi trovi su FacebookTwitter Instagram), per restare sempre aggiornato sui contenuti che pubblico. Arrivati a questo punto, ti auguro una buona lettura e, soprattutto, una buona visione!

Di cosa parla Tribes of Europa

Tribes of Europa

Gli eventi di Tribes of Europa si svolgono all’indomani di una misteriosa catastrofe globale, che ha portato con sé un completo blackout tecnologico. Questo evento ha avuto, tra le conseguenze, una scissione tra i paesi dell’Unione Europea che, in costante guerra per il predominio l’una sull’altra, si sono divise in tribù. Tra le principali vi sono gli Origine, la Repubblica Cremisi, I corvi e gli Atlantidei.

La trama vede come protagonisti tre fratelli appartenenti alla pacifica tribù di Origine, Kiano (Emilio Sakraya), Liv (Henriette Confurius) ed Elja (David Ali Rashed) che, a seguito del ritrovamento di un misterioso oggetto tecnologico, vengono separati e costretti alla fuga.

Ognuno di loro dovrà affrontare una serie di sfide, lottando contro le avversità, per trovare la propria strada e garantire un futuro di speranza all’umanità, con l’obiettivo di costruire una nuova Europa.

Detto ciò, se desideri saperne di più questa serie TV, ti invito alla lettura del mio articolo di approfondimento, nel quale puoi trovare anche altre informazioni come quella che riguarda il cast. Fatte le dovute premesse, passiamo quindi, adesso, alla mia recensione di Tribes of Europa.

Tribes of Europa recensione

Tribes of Europa recensione

Ho visto in anteprima Tribes of Europa e, dopo un’attenta visione, sono pronta a parlarne nel dettaglio in questa mia recensione rigorosamente senza spoiler.

A tal proposito devi sapere che Tribes of Europa è una serie TV di fantascienza e distopica, che offre agli spettatori delle premesse narrative interessanti, seppur non siano state adeguatamente sfruttate.

La serie TV, infatti, come anticipato, immagina un futuro non tanto remoto in cui l’Unione Europea, per come la conosciamo oggi, non esiste più. A seguito di una grave catastrofe che ha causato un blackout tecnologico globale, infatti, i Paesi dell’Europa si sono divisi in microstati formati da tribù, che combattono per il predominio l’uno sull’altro.

Ognuna di queste tribù dell’Europa si distingue per una peculiarità: la Repubblica Cremisi è uno stato militarizzato che cerca di mantenere l’ordine, proteggendo le tribù minori; i Corvi sono un agglomerato di tribù brutali dal regime dittatoriale, che traggono forza dall’applicazione di un rigido codice d’onore simile a quello dei samurai, mentre gli Origini, che considerano la tecnologia come la causa delle scissioni interne, conducono una vita pacifica tra i boschi. Infine vi sono gli Atlantidei che, misteriosamente, non hanno subito le conseguenze del blackout tecnologico e vivono nascosti in una base segreta.

Tribes of Europa cast

L’unica speranza per la ricostruzione dell’umanità sarebbe rappresentata da una nuova unione, ma nessuna delle tribù sembra essere disposta a scendere a compromessi: tuttavia l’arrivo di una nuova misteriosa minaccia potrebbe calmare le ostilità, oppure marcarle ulteriormente.

A tal proposito, per quanto Tribes of Europa sia una serie TV con una storia fantascientifica, lo sviluppo della sceneggiatura trae spunto da un evento reale: la Brexit. Nel 2016, infatti, Phip Koch, lo sceneggiatore, rimase così scioccato dall’esito del Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea da scrivere una prima bozza della sceneggiatura, immaginando uno scenario post apocalittico come conseguenza di questo evento storico appena accaduto.

In sostanza, quindi, Tribes of Europa è una serie televisiva che, sulla carta, è fondata da ottime premesse che si pone l’intento di raffigurare un’Europa devastata da una scissione interna; tuttavia la resa sullo schermo non è, purtroppo, allo stesso modo convincente.

Tribes of Europa episodi e data d’uscita

L’elemento principalmente carente è, infatti, proprio la sceneggiatura che, negli sviluppi narrativi della trama e in quelli dei suoi personaggi risulta quasi sempre prevedibile, poiché tinge spesso a piene mani da altri prodotti cinematografici e televisivi appartenenti a generi simili, tra cui The 100, ma anche Divergent e Hunger Games.

Anche volendo chiudere un occhio su questo effetto dejà-vù, resta innegabile che Tribes of Europa manchi dei giusti approfondimenti narrativi. Pertanto, seppur possa intrattenere, grazie alle scene d’azione e allo sconfinamento con il genere road movie, risulta un prodotto televisivo che ha ancora tanta strada da fare per migliorare.

Infatti, per quanto lo spettatore possa sicuramente lasciarsi coinvolgere dalla trama avventurosa di Tribes of Europa, rimane almeno per questa prima stagione, a corto dei giusti stimoli per proseguire la visione di un’eventuale seconda stagione, a causa della totale mancanza di riflessioni e di accenni alla tematica legata alla scissione dell’Europa alla quale lo sceneggiatore allude.

In conclusione, nonostante questa serie televisiva potrebbe suscitare ai più un sentimento di disappunto, una nota positiva è sicuramente rappresentata dall’aggiunta, nella colonna sonora, di alcune accattivanti canzoni italiane, seppur poco conosciute: una tra questa è “Avorio Splendido” di Caffèsport Orchestra.

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