The secret World è un mmorpg sviluppato dalla Funcom, software house norvegese conosciuta principalmente per titoli come Age of Conan e Anarchy Online per il quale ha raggiunto fama internazionale.

The secret world è stato pubblicato dalla stessa Funcom in collaborazione con Electronic Arts, nota società in ambito videoludico.

La data di uscita ufficiale del gioco risale al 3 luglio 2012; inizialmente fu previsto un sistema ad abbonamento mensile oltre all’ acquisto del gioco stesso. Alla fine del 2012 però la Funcom decise di cambiare il modello di sottoscrizione in b2p, abolendo il canone mensile obbligatorio.

Il gioco si distingue dalla massa degli altri MMO prima di tutto per l’originalità dell’ambientazione:  il mondo di The Secret World rispecchia il nostro; le ambientazioni si ispirano a località realmente esistenti come Londra, New York, Seul o l’Egitto e le creature che affronteremo non fanno parte del mondo fantasy a cui siamo abituati a vedere, ma riesumate dalle leggende, dai miti e dal folklore.

Ci sembrerà di essere stati catapultati all’interno di un universo horror contornato dai voluti riferimenti ai tratti tipici dei romanzi di Lovercraft, nel quale si aggirano anche creature oscure e terribili, come zombie, vampiri ed entità incorporee.

Esoterismo e occultismo fanno da sfondo in un mondo realistico in cui mitra e pistole sostituiscono archi e balestre, magia nera e voodoo prendono il sopravvento.

La realizzazione scenica risulta straordinaria anche grazie ad un comparto grafico scalabile e accattivante, nel quale colpisce l’elevato dettaglio delle texture e degli shader che con il supporto delle DiretixX11 regalano ambientazioni mozzafiato con giochi di luce di grande impatto.

A questo si unisce un sonoro appropriato al contesto che crea nell’insieme un’atmosfera surreale e mistica. L’unica pecca che si riscontra è una gestione della memoria che lascia a desiderare,  non permettendo di giocare in maniera fluida in certe aree anche con impostazioni grafiche non elevate.

ll punto di forza di The Secret World è la narrazione: le missioni sono precedute da lunghi filmati, completamente doppiati in inglese, nei quali gli NPC danno spazio a dialoghi stravaganti, fornendoci anche un background sulla storia. L’unica pecca in questo caso è il mutismo del nostro personaggio, soprattutto quando risponde con cenni ai profondi monologhi e alle appassionate analisi che rivelano i misteri nascosti.

La narrazione trova forza nell’idea che nel mondo che ci circonda tutti i segreti piu’ profondi, i miti e le leggende conosciuti sono reali e persistono nel nostro mondo;  invisibili agli occhi comuni ma rivelati ai prescelti.

Gli sviluppatori hanno deciso di portare questo “mondo segreto” anche all’esterno del gioco stesso attraverso gli “ARG”, che portano il giocatore ad affrontare in modo alternativo il consueto svolgimento di missioni investigative attraverso indizi pubblicati sui social media.

La narrazione si sviluppa con lo svolgimento di missioni di vario genere: oltre alla missione principale, spesso istanziata e da eseguire in singleplayer, affronteremo missioni secondarie di stampo classico e già viste in altri MMO.

Oltre a queste troveremo  missioni di sabotaggio nel quale si da piu’ valore all’accortezza e alla capacità di evitare i combattimenti per raggiungere l’obiettivo finale spesso ostruito da percorsi ostili con laser e trappole.

A questo genere di missioni si affiancano anche quelle di tipo investigativo che sono il punto di forza di tutto il gameplay. Anche in queste il combattimento passa in secondo piano, bisognerà ragionare molto per risolvere enigmi e capire gli indizi spesso vaghi che richiederanno a volte la ricerca di oggetti completamente nascolti e amalgamati con lo scenario facendo uso non soltanto della vista ma anche dell’udito.

Ci sarà inoltre bisogno di una vasta cultura generale, oltre ad una ottima conoscenza della lingua inglese, per spaziare da citazioni lettararie a conoscenze specifiche su determinati argomenti che richiedono spesso una ricerca online sul browser interno al gioco stesso.

In generale le missioni sono ben sviluppate e suscitano molto interesse, integrandosi perfettamente con l’ambientazione horror; infatti affronteremo missioni al buio o in locazioni davvero angoscianti.

Una delle caratteristiche piu’ originali di TSW è l’assenza totate di livelli e classi predefinite. La fase di progressione consiste nell’acquisizione di esperienza tramite l’uccisione delle creature e il completamento delle missioni con lo scopo di sbloccare abilità per la creazione della nostra classe personalizzata; infatti è possibile equipaggiare fino a due delle tante armi presenti nel gioco permettendo di cambiare il proprio ruolo in base alle situazioni che si presentano, e abolendo così di fatto, la classica impostazione di un unico ruolo fisso. Questo però è meno marcato all’interno delle instance, che richiedono, invece, la classica divisione delle ruoli (tank, healer, dps) per il loro completamento.

I punti abilità acquisiti si differenziano in due tipologie, gli SkillPoint permettono di sbloccare bonus per le armi e di indossare equipaggiamento di qualità più alta, che determina la “forza” di ogni giocatore; gli AbilityPoint, invece, permettono di poter sbloccare le abilità proprie di ogni arma, potendo creare la sinergia più efficace fra le abilità passive e attive a disposizione.

Le instance hanno un tratto affascinante, sia per il grande impatto scenico delle ambientazioni sia per i tratti estetici particolari e la difficoltà dei boss. Questi richiedono in ogni caso una elevata coordinazione fra i membri del team per via del grado di sfida non indifferente.

Una caratteristica da molti sottovalutata è il comparto PVP: le tre fazioni del gioco (Illuminati, Templari e Dragoni) sono da eoni coinvolte in una guerra senza tempo per la conquista di tre zone principali: El Dorado,Fusang e Stonehenge. Nel primo si combatterà in squadre da dieci per la conquista e la difesa di reliquie perdute, Fusang è invece una mappa con pvp persistente con lo scopo di conquistare e mantere certe aree, mentre Stonehenge è un battleground, in squadre da cinque giocatori, ed è adatto principalmente ai giocatori più esperti ed equipaggiati.

Il PvP, così come ogni altro contenuto PvE, risulta appagante anche grazie ad un combat dinamico nel vero senso della parola. A differenza di altri titoli, ogni abilità viene eseguita in movimento, senza alcun interruzione del casting, alternando fasi in cui è richiesta l’evasione dei colpi, attraverso capriole.

In conclusione la vastità dei contenuti presenti e di quelli che vengono successivamente proposti con gli update frequenti tengono il giocatore impegnato. Purtroppo però alcune delle caratteristiche, come ad esempio l’ambientazione, rendono il gioco adatto ad un pubblico di nicchia e inoltre non viene incentivata l’esperienza multigiocatore durante lo svolgimento di alcune missioni tra cui quelle della storia principale che dovranno essere svolte per la maggior parte  in singleplayer.

In linea generale però, a parte qualche imperfezione, rimane un titolo molto valido e ben sviluppato che vale assolutamente la pena di essere giocato sia per il suo lore che per le idee originali messe in atto e in continuo sviluppo.