Ho visto in anteprima le 9 puntate che compongono la serie TV The Haunting of Bly Manor, nonché la stagione 2 della serie horror antologica The Haunting, che sarà disponibile su Netflix dal 9 ottobre 2020. Dopo un’attenta visione, sono pronta a parlarne con una recensione rigorosamente senza spoiler (sarebbe un peccato rovinarti la visione di una serie TV così ricca di misteri e colpi di scena).

In questo mio articolo ti parlerò di tutto ciò che devi aspettarti da questa serie televisiva di genere horror, attraverso il racconto di quelle che sono le emozioni che la visione mi ha suscitato, ma anche l’analisi delle profonde tematiche che la storia racconta. Inoltre, se come me, non sei particolarmente amante delle serie TV horror, grazie a questa mia recensione potrai capire se questa storia fa al caso tuo oppure se per te è troppo spaventosa. Se, invece, sei un vero appassionato delle storie da brividi, scoprirai perché non puoi assolutamente perderti questa nuova stagione.

Fatte queste premesse iniziali, immagino che adesso sarai impaziente di scoprire tutte le anticipazioni senza spoiler su The Haunting of Bly Manor. In tal caso, mettiti seduto bello comodo e prenditi giusto qualche minuto di tempo libero, per leggere con calma questa mia anteprima. Prima di iniziare, però, ricorda di attivare le notifiche tramite l’avviso che ti viene mostrato nel browser. Inoltre, seguimi sui social network (mi trovi su FacebookTwitter Instagram), per restare sempre aggiornato sui contenuti che pubblico. Arrivati a questo punto, ti auguro una buona lettura e, soprattutto, una buona visione!

The Haunting of Bly Manor trama, cast, streaming

The Haunting of Bly Manor trama cast streaming

Prima di parlarti di The Haunting of Bly Manor, voglio darti giusto qualche informazione di carattere generale su questa serie televisiva in arrivo in streaming su Netflix il 9 ottobre 2020, in modo che tu possa farti un’idea più precisa, oltre che capire se fa al caso tuo.

The Haunting, infatti, è una serie TV antologica di genere horror le cui stagioni raccontano storie diverse; il punto in comune, però, è la presenza di elementi legati al paranormale.

Data la complessità del genere horror, uno tra i punti di forza della serie televisiva è sicuramente il suo essere diretta da Mike Flanagan, regista e sceneggiatore statunitense specializzato proprio in questo genere.

La sceneggiatura di The Haunting of Bly Manor si basa sull’adattamento di tre diversi romanzi di Henry James: Il giro di vite, L’angolo felice e La romanzesca storia di certi vecchi vestiti. Inoltre, coloro che hanno visto la prima stagione della serie TV, saranno felici di vedere diversi volti familiari tra i membri del cast, come Victoria Pedretti, Henry Thomas e Oliver Jackson-Cohen, i quali interpreteranno però personaggi del tutto differenti.

La trama della serie TV vede come protagonista Dani (Victoria Pedretti), una giovane ragazza americana che si trasferisce a Bly Manor, una villa sperduta nella campagna inglese, per prendersi cura, in qualità di istitutrice, di Flora e Miles, due giovani orfani. Arrivata alla tenuta, però, la donna inizierà ad accorgersi della presenza di alcune figure misteriose che si aggirano per la casa, senza che nessun’altro si accorga di loro.

Per maggiori informazioni su questa serie TV, e anche sulla precedente stagione di The Haunting, che, intitolata The Haunting of Hill House, racconta una storia totalmente differente, ti consiglio di leggere questo mio articolo di approfondimento.

The Haunting of Bly Manor recensione in anteprima (no spoiler)

The Haunting of Bly Manor recensione

Prima di entrare nel vivo di questa recensione dedicata a The Haunting of Bly Manor devo confessare di non essere un’amante del genere horror e, oltretutto, ammettere di essere una persona che si spaventa davvero facilmente. Aver visto The Haunting of Hill House, la prima stagione della serie TV antologica The Haunting, ha rappresentato, infatti, per me una sfida non di poco conto.

Per questo motivo, sono rimasta sollevata – e spero che questa mia recensione possa tranquillizzare anche altre persone che la pensano allo stesso modo – nel prendere coscienza che la visione della seconda stagione, The Haunting of Bly Manor, non ha destato in me eccessivi sentimenti di terrore.

Se, infatti, Hill House raccontava una storia di dolore, di traumi e di conflitti familiari, Bly Manor è, nel profondo del suo cuore, una storia d’amore strettamente legata al genere letterario del romanzo gotico. Si tratta, infatti, di un genere narrativo caratterizzato dall’unione tra elementi romantici e dell’horror.

The Haunting of Bly Manor_2

Attenzione, però, a non pensare che, per tal motivo, The Haunting of Bly Manor vada  sottovaluta: per quanto la storia raccontata sia un po’ meno spaventosa e angosciante sotto il profilo psicologico rispetto a The Hauting of Hill House, è bene ricordare che si tratta pur sempre di una vicenda che ha a che fare in tutto e per tutto con il paranormale.

Le vicende raccontate si svolgono nell’Inghilterra degli anni ’80 e, più precisamente, a Bly Manor, imponente abitazione situata in una campagna inglese, dove Dani Clayton (Victoria Pedretti) si trasferisce per occuparsi dell’educazione di Flora (Amelie Bea Smith) e Miles (Benjamin Evan Ainsworth) Wingrave, due giovani orfani.

Se, però, nella prima stagione, la dimora della famiglia Crain viene rappresentata come un luogo buio e del tutto inospitale, la casa dei fratelli Wingrave è un luogo soleggiato e più accogliente. Purtroppo, però, anche Bly Manor si rivelerà presto un luogo infestato da presenze.

The Haunting of Bly Manor

Un’altra differenza sostanziale tra le due stagioni di The Haunting sta però nella rappresentazione dei fantasmi: in Hill House queste presenze erano principalmente delle inquietati manifestazioni scaturite dall’immaginazione, a seguito di gravi traumi psicologici. In Bly Manor, invece, le entità soprannaturali sono anime di defunti, purtroppo però ancora ancorate, in un modo o nell’altro, al mondo dei vivi. Ciò che accomuna questi elementi paranormali è, però, il loro essere una metafora di ferite emotive, passate, presenti o future.

Uno tra gli elementi più significati di The Haunting of Bly Manor, nonché quello che mi ha toccato maggiormente, portandomi a provare più volte un profondo sentimento di tristezza e compassione, più che di paura, è la rappresentazione di uno stretto legame tra l’amore e la morte.

Il tema dell’amore, infatti, non viene raffigurato soltanto come sentimento romantico, ma anche come un elemento drammatico, tragico e persino spaventoso. Tutti i personaggi sono, in un modo o nell’altro, accomunati da questo sentimento, che non viene raccontato soltanto con un’accezione positiva, ma viene anche rappresentato come una forza potente in grado persino di ferire altre persone.

The Haunting of Bly Manor

Senza fare alcuno spoiler, si può dire che un esempio di questa rappresentazione è quello in cui alcuni personaggi devono prendere in considerazione l’idea che, scegliere di amare una persona, significa anche accettare l’idea di poterla perdere un giorno, per via di cause naturali oppure per colpa di fatalità.

Un’altra rappresentazione dell’amore è quella data dal sentimento che alcuni personaggi provano nel costruire dei legami affettivi con altre persone, anche non consanguinee. Nel corso delle puntate, però, si vedranno anche diverse rappresentazioni negative dell’amore, inteso come sentimento che può far perdere il controllo, sfociando in gelosia e persino in possessione.

Infine, una tematica strettamente horror che, quindi, viene raffigurata in maniera maggiormente spaventosa, è quella legata all’origine e alla banalità del male. Gli spettatori, infatti, sono portati a interrogarsi su quale sia la natura del maligno e da cosa scaturisca, dal momento in cui viene mostrata la facilità con cui è in grado di instaurarsi nelle crepe delle anime delle persone, persino di quelle più innocenti, ai fini di possederle.

In sostanza, quindi, ciò che gli appassionati possono aspettarsi da The Haunting of Bly Manor è una storia d’amore, ma anche una storia di fantasmi che, secondo Mike Flanagan, sono la stessa cosa dato che, “ognuno di noi, quando si innamora, dà alla luce un nuovo fantasma, qualcosa che ti seguirà per il resto della vita”.