Ci avviciniamo alla fine dell’anno ed è tempo di tirare le somme per quelle che sono state le migliori serie TV del 2017. In occasione delle festività natalizie, delle pause programmate per le serie TV che più amo e visti i numerosi voti positivi e commenti entusiasti e ho avuto con il mio sondaggio su Twitter, ho pensato di scrivere questo articolo: voglio parlarti di quelle che ritengo siano state le migliori serie televisive andate in onda in questo 2017.

Aspetta, aspetta, non andare via! Questo non sarà assolutamente il solito articolo trito e ritrito con una classifica impersonale! In questa mia “guida” alle migliori serie TV del 2017 ti dirò anche perché credo valga la pena guardarle basandomi sono le mie impressioni e mie riflessioni personali.

Detto questo, se anche tu come me approfitterai della pausa invernale per recuperare qualche serie TV, allora troverai sicuramente utile questa mia guida sulle migliori serie TV del 2017 (Se vuoi puoi anche leggere l’articolo sulle migliori serie TV del 2016 che ho scritto lo scorso anno)

Ti auguro una buona lettura e una buona visione per i trailer!

Big Little Lies

Di che cosa parla?

Big Little Lies (in Italiano, Piccole Grandi Bugie) è una miniserie televisiva da 7 puntate, basata sul romanzo omonimo scritto da Liane Moriarty. Attenzione a non farti ingannare dal titolo:

Da Pretty Little Liars siamo lontani anni luce.

La storia di Big Little Lies è ambientata in una soleggiata cittadina della California dove Celeste, Madeline e Renata sono tre donne e madri di alta classe che vivono le loro perfette vite con i loro mariti altrettanto perfetti, nelle loro lussuose case con vista sull’oceano.

Che invidia, vero? Beh, sì, le vite delle protagoniste di Big Little Lies farebbero rosicare chiunque, ma questa serie TV ha la capacità di frenare subito gli entusiasmi sbattendo subito in faccia una grossa verità alle protagoniste: care Celeste, Madeline e Renata potrete anche vivere una vita circondata da agi, ma non riuscirete mai a sfuggire ai problemi familiari del quotidiano.

Le vite delle tre donne saranno inoltre scosse ulteriormente in seguito a due avvenimenti chiave: l’arrivo di Jane in città, ragazza madre tutt’altro che ricca e perfetta, e il caso di un brutale omicidio, avvenuto nella scuola frequentata dai loro figli, ma nel corso di un evento di beneficenza organizzato dai genitori.

Perché vederla?

Big Little Lies non è una serie TV che ti prende fin da subito: personalmente, la prima volta che ho visto l’episodio pilota l’ho trovato lento e noioso. Poi mi sono detta: “Sono soltanto 7 episodi per una serie TV che è universalmente acclamata; perché non dargli una chance?” Così mi sono data da fare per recuperare la serie e non sono affatto rimasta delusa.

Tra i motivi per cui ti consiglio assolutamente di vedere Big Little Lies vi sono le tre attrici protagoniste: Nicole Kidman, Reese Witherspoon, Laura Dern e Shailene Woodley in un’unica serie TV sono una garanzia. Un incentivo in più? La presenza del bellissimo attore svedese Alexander Skarsgård, fratello di Bill Skarsgård (il Pennywise di IT) e fratello anche di Gustaf Skarsgård (il vighingo Floki nella serie TV Vikings).

Mindhunter

Di che cosa parla?

Serie televisiva statunitense di genere poliziesco, Mindhunter è basata su un romanzo che racconta la vera storia di John E. Douglas, un ex agente dell’FBI. Aspetta, c’è di più: il libro da cui è stata tratta la serie TV non è altro che la vera storia di uno dei primi che identificarono quello studio che oggi viene definito “profilazione criminale”.

Detto in parole semplici, la profilazione criminale è uno studio investigativo molto approfondito legato al comportamento di un killer: lo scopo è quello di individuare schemi, ricorrenze o connessioni nelle modalità di omicidio per contribuire alla sua cattura. La profilazione criminale non è di certo un argomento nuovo per le serie TV (ne sono un esempio Law & Order: Criminal Intent o Criminal Minds) ma Mindhunter affronta l’argomento sotto una luce completamente diversa, mostrando la difficoltà di studio di questo ramo della criminologia. La serie TV è infatti ambientata negli anni ’70, periodo storico in cui non esisteva nemmeno il concetto di serial killer.

Perché vederla?

Pur essendo una serie TV basata unicamente sui dialoghi, Mindhunter non è affatto una di quelle serie con puntate lente e noiose in cui non accade mai nulla. Le vicende narrate riguardano principalmente i colloqui con i criminali (a cui le vicende personali dei protagonisti fanno soltanto da sfondo) e sono quindi i dialoghi il vero punto di forza.

Un killer nasce tale o lo diventa in seguito a delle vicende che gli hanno condizionato e influenzato la vita? Qual è la leva emotiva che spinge oltre un uomo, fino a farlo diventare un assassino?

Che cosa accade nella mente di un serial killer?

Queste sono alcune delle domande a cui Mindhunter tenta di rispondere, rivelandosi quindi molto interessante per chi ama approfondire la psicologia di una mente criminale.

Risvolti psicologici a parte, la componente poliziesca di Mindhunter piacerà anche a chi non trova interesse nella branca della criminologia; gli episodi risulteranno molto avvincenti e intriganti.

The Handmaid’s Tale

Di che cosa parla?

Se ami i libri, oltre che le serie TV, avrai sicuramente sentito parlare della scrittrice Margaret Atwood. Non sai chi è? Beh, non è un problema: tutto quello che ti serve sapere è che la serie TV The Handmaid’s Tale (in Italiano tradotto con il titolo Il Racconto dell’Ancella), è tratta dell’omonimo libro della scrittrice canadese.

Libro e serie TV sono ambientate in un futuro distopico (ma non molto lontano dal nostro) in cui la società ha subito un’involuzione e in cui la fertilità femminile è diventata uno strumento di proprietà dello Stato. Le donne sono infatti divise in categorie e l’ultimo rango della società è occupato dalle ancelle: donne fertili private di qualsiasi diritto il cui unico scopo è legato alla riproduzione. La storia di The Handmaid’s Tale è raccontata dal punto di vista delle ancelle, le quali, divenute di proprietà di un uomo, sono state private persino del loro nome.

Perché vederla?

Perché vedere The Handmaid’s Tale? Potrei risponderti dicendo che questa serie ha vinto il premio come Miglior serie drammatica agli Emmy Awards 2017 (più altri 7 premi vinti agli)” e che tra attrici vi sono Elisabeth Moss (Mad Men) e Alexis Bledel (Una Mamma per Amica). Sì, potrei dire una cosa di questo tipo, ma sarebbe riduttivo.

In realtà credo che il motivo per cui tu debba vedere questa serie TV da 10 puntate è che, seppur con uno stampo indubbiamente femminista, The Handmaid’s Tale riesce a trattare un tema molto importante e attuali: il ruolo della donna nella società moderna.

L’argomento (trattato nella serie TV in modo efficace ma senza risultare pesante) ti sembra di poco conto, visto che siamo negli anni ‘2000 e non più nei primi dell’800 o ‘900? Non è affatto così. I soprusi subiti dalle Ancelle della serie TV non sono basati sulle invenzioni di una femminista.

Non c’è nessuna violenza fisica o materiale contro le donne che non sia mai stata commessa.

Se vuoi saperne di più su The Handmaid’s Tale, leggi la recensione che ho pubblicato sul blog.

The Punisher

Di cosa parla?

Dopo aver visto Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage, Iron Fist mancava all’appello Frank Castle, da tutti conosciuto come The Punisher. Questa serie TV spin-off della Marvel mette in risalto la vita di Frank Castle, il quale, dopo aver vendicato l’assassinio della sua famiglia, viene dato per scomparso. Nonostante il desiderio di farsi una nuova vita, Frank sarà costretto a vestire nuovamente i panni del Punitore nel tentativo di fare luce su una cospirazione che va a toccare le vite di altri innocenti.

Perché vederla?

Scommetto che penserai che sia strano trovare The Punisher nella lista delle migliori serie televisive del 2017. Dopo le serie TV sui 4 principali supereroi Marvel, perché parlare di una serie TV su un “cattivo”? Beh, la verità è questa: il Frank Castle che abbiamo visto in Daredevil, non è mai stato il vero cattivo. La serie TV a lui dedicata ce lo conferma, presentandoci un anti-eroe messo metaforicamente a nudo.

Chi è veramente Frank Castel?

Un marine degli Stati Uniti d’America fedele alla sua patria? Sì, lo è, ma è anche un carro armato vivente, un missile pronto a scoppiare, una mina inesplosa, un padre di famiglia e persino un uomo pronto a tutto pur di difendere gli innocenti. Come fa un uomo ad essere tutte queste cose contemporaneamente, quando viene soprannominato il Punitore?

Dopo aver visto tutte le serie TV sui supereroi Marvel, ritengo sia proprio The Punisher quella da meritare il primo posto sul podio. Fidati se ti dico che approfondire la storia di Frank Castle ti farà capire chi è il vero difensore di New York.

Suburra

Di che cosa parla?

Suburra è una serie televisiva italiana prodotta come originale Neflix che, ponendosi come prequel per il film omonimo, racconta le vicende di politici, criminali e persone comuni che si troveranno coinvolti negli affari malavitosi della città di Roma.

Vorrei dire di più sulla trama di questa serie TV, ma non volendo fare spoiler, mi limiterò a dire solo questo, spiegando più nel dettaglio i motivi che mi hanno spinto ad inerirla come migliore serie TV del 2017.

Perché vederla?

Per chi divora puntate di Gomorra a colazione, Suburra è la serie giusta. Io però non sono una di quelle persone, e i film e le fiction italiane non mi piacciono per niente. E allora perché Suburra è nella lista delle Migliori serie TV del 2017? La risposta è che ho iniziato a guardare Suburra spinta dall’enorme campagna pubblicitaria di Netflix e anche grazie alla video recensione su Youtube di Dadodibrodo.

Beh, fatto sta l’ho iniziata e l’ho divorata, non riuscendo quasi a staccarmi dalla televisione alla fine di ogni episodio. Il motivo del successo è da attribuirsi al sapiente utilizzo delle tecniche narrative.

Suburra fa uso atipico dei flashforward, mostrando subito una parte di ciò che accadrà a fine episodio.

Il risultato è che, iniziando una puntata dalla fine, non farai altro che domandarti “come si arriverà a quel punto?”. Questo espediente narrativo, unito al colpo di scena finale, è la chiave per mantenere alta l’attenzione dello spettatore.

Di Suburra mi sono piaciuti anche gli attori (Alessandro Borghesi è la mia nuova crush), ma anche la colonna sonora, specialmente la canzone 7 Vizi Capitale di Piotta che ho trovato davvero adatta al contesto.

Dark

Di che cosa parla?

Parliamo ora di Dark, la prima serie televisiva tedesca ad approdare su Netflix. Ci troviamo a Winden, in una città della Germania (che tra l’altro esiste davvero e che conta ben 1.081 abitanti) in cui piove sempre ma, a parte questo, non succede mai nulla.

La prima cosa interessante che accade a Winden è una brutta spiacevole: la scomparsa di alcuni bambini, evento misterioso che viene presto dimenticato e catalogato come caso irrisolto. 33 anni dopo, lo stesso tragico evento. La scomparsa di un nuovo bambino sarà la volta buona per cercare di fare luce su misteri e oscure vicende che coinvolgono da generazioni 4 famiglie: i Kahnwald, i Nielsen, i Doppler ed infine i Tiedemann.

Perché vederla?

Dark ti puzza di già visto? Non sei il solo a dirlo, lo pensavo anche io. Da come te l’ho raccontata, Dark ti sembra la copia tedesca del film IT o della serie Stranger Things? Beh, sappi che ti stai sbagliando, e anche di grosso.

Dark è una tra le migliori serie TV di questo 2017.

Una di quelle serie che dimostra che non bisogna mai fermarsi all’episodio pilota e che non bisogna mai giudicare dal trailer.

Divorando serie TV anche io sono incappata in quest’errore e, alla seconda puntata, ho anche pensato di mollarla, credendo di aver risolto anticipatamente i misteri presentati. In realtà non avevo capito niente. Alla fine mi sono dovuta ricredere: Dark si è rivelata una serie TV intrigante, misteriosa, complicata e per nulla scontata.

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