Oppenheimer

Il dramma biografico Oppenheimer dipinge un intenso ritratto della vita di uno dei più celebri scienziati della storia, J. Robert Oppenheimer che, interpretato dall’attore Cillian Murphy, viene spesso identificato come il padre della bomba atomica.

Il film trae ispirazione dal saggio “Robert Oppenheimer, il padre della bomba atomica. Il trionfo e la tragedia di uno scienziato” di Kai Bird e Martin J. Sherwin, un’opera che esplora in profondità la vita, la carriera e l’eredità inevitabile di Oppenheimer.

Ma qual è la vera storia dietro la narrazione della pellicola? Chi era veramente J. Robert Oppenheimer? Quali erano le sue idee politiche, chi amava segretamente e cosa ne pensava realmente della bomba atomica? In occasione dell’uscita della pellicola scopriamo insieme, in questo articolo di approfondimento, tutto ciò che c’è sapere sulla vita personale e professionale dell’individuo al centro di questa straordinaria storia.

Chi era J. Robert Oppenheimer?

Julius Robert Oppenheimer, mente creativa dietro la realizzazione della bomba atomica, rappresenta una figura di spicco nell’universo della fisica teorica statunitense. La sua presenza artistica fiorisce principalmente negli anni ’30 e ’40, durante i quali si specializza in meccanica quantistica e fisica nucleare.

Le tappe del suo percorso accademico si snodano tra le prestigiose aule di Harvard, l’atmosfera accattivante di Cambridge e l’ateneo di Gottinga, dove raffina il suo contributo scientifico nel corso degli anni ’20.

Tra i primi traguardi spicca la collaborazione con il suo mentore, Max Born, che dà vita all’approssimazione di Born-Oppenheimer, un concetto matematico che scinde il movimento nucleare da quello elettronico nelle molecole, divenendo un pilastro nella dinamica molecolare contemporanea.

Le opinioni politiche di Oppenheimer

Inizialmente discostato dalla sfera politica, Robert Oppenheimer si lascia affascinare dal comunismo negli anni ’30, incalzato dalla Grande Depressione e dal dilagare del fascismo in Europa.

Secondo l’Atomic Heritage Foundation, le simpatie politiche di Oppenheimer lo avvicinano “probabilmente” agli ideali comunisti, pur senza aderire completamente al partito. I suoi legami si intrecciano con numerosi progressisti e comunisti, tra cui la sua prima fiamma, Jean Tatlock (interpretata nel film da Florence Pugh), una scrittrice di orientamento di sinistra che in seguito intraprenderà la carriera di psichiatra.

Anche suo fratello Frank, il suo amico Haakon Chevalier e la futura moglie, Kitty Oppenheimer (interpretata nel film da Emily Blunt) condividono una relazione con il partito o ne sono strettamente associati.

L’entusiasmo politico di Oppenheimer, in seguito, lo conduce a inquisizioni e interrogatori da parte dell’FBI sotto l’egida di J. Edgar Hoover, soprattutto durante la “Paura Rossa” del dopoguerra. In un’occasione, persino la sua autorizzazione di sicurezza venne revocata per il timore paranoico che sia segretamente una pedina sovietica.

Chi era la moglie di Oppenheimer?

L’intimo quadro personale di Robert Oppenheimer, delineato dal film, si dipana attraverso trame intricate. Dopo una turbolenta relazione triennale con Jean Tatlock, Oppenheimer intreccia una nuova storia con Kitty Puening, culminata nel matrimonio nel 1940.

Nonostante ciò, l’attrazione tra Oppenheimer e Tatlock persiste, gettando ombre sul loro legame e il connubio di Oppenheimer con Kitty non riesce a sopire questa fiamma, che continua a bruciare in segreto fino al suo tragico suicidio nel 1944, un evento che lascia una profonda scia di sconcerto nella vita di Oppenheimer.

Nelle fasi successive, in un mondo post-bomba atomica, Oppenheimer prosegue il suo cammino scientifico tra vari istituti, progetti e comunità, sebbene venga interrotto da vicende politiche conflittuali. Durante il suo interrogatorio per la sicurezza, è costretto a rivelare informazioni e nominare colleghi con idee di sinistra. Nel corso degli anni ’50, Robert Oppenheimer trasforma in pubblico le sue apprensioni riguardo ai pericoli legati alle invenzioni sconsiderate.

La morte di Oppenheimer

Nel 1965, a Robert Oppenheimer viene diagnosticato un cancro alla gola, una conseguenza delle sue abitudini tabagiche decennali. Il suo percorso di vita si spegne nel 1967, lasciando un vuoto nella comunità scientifica e oltre.

Cos’era il Progetto Manhattan?

Oppenheimer è maggiormente riconosciuto per il suo ruolo all’interno del Progetto Manhattan, l’iniziativa segreta del governo durante la Seconda Guerra Mondiale che ha portato la nascita della bomba nucleare.

Nel timore che la Germania nazista scoprisse i segreti della fissione nucleare per costruire un’arma potente e letale, il governo statunitense raduna una squadra di menti brillanti per vincere la corsa agli armamenti una volta per tutte.

Il fulcro di questa impresa è il Laboratorio di Los Alamos nel Nuovo Messico, dove Oppenheimer è designato come direttore. Un gruppo di scienziati emeriti, sia statunitensi che alleati, collabora per sviluppare la teoria e la tecnologia necessarie per dare vita a una bomba nucleare funzionante.

Il Trinity Test

Nel fatidico 16 luglio 1945, il Triny Test prende vita, così chiamato da Oppenheimer in un’allusione poetica all’opera di John Donne, un passo presentato dall’amica Tatlock. Il test si rivela un successo, generando la prima esplosione nucleare mai verificatasi nel deserto del Nuovo Messico.

I bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki

Solo poche settimane dopo, l’umanità assiste all’impiego senza precedenti della bomba nucleare. Il 6 agosto 1945, Hiroshima viene devastata dalla prima esplosione, seguita il 9 agosto da Nagasaki.

Sebbene questi bombardamenti contribuiscano alla fine della Seconda Guerra Mondiale in poche settimane, lasciarono dietro di sé conseguenze strazianti e durature: centinaia di migliaia di persone, in gran parte civili giapponesi, perirono nei roghi di queste terribili armi, mentre molte altre subirono danni alla salute da radiazioni, il cui peso sarà portato nei decenni futuri.

Inoltre, le armi nucleari divengono l’epicentro della Guerra Fredda dopo la conclusione del conflitto mondiale, con entrambe le parti che spalleggiano nuove forme di devastazione nelle tensioni che si protraggono per anni.

Cosa pensava Oppenheimer della bomba atomica?

Robert Oppenheimer descrisse i suoi sentimenti di amarezza e tristezza per il “successo” finale del Progetto Manhattan. La miscela di stupore e tormento che pervade Oppenheimer all’atto del successo del Trinity Test si manifestò come un’emozione complessa: da una parte l’orgoglio per la validazione delle sue teorie scientifiche, ma anche la consapevolezza del prodotto creato.

In un documentario del 1965, Oppenheimer rifletté su quella fatidica occasione: “Sapevamo che il mondo non sarebbe più stato lo stesso. Alcuni sorridevano, altri piangevano. Molti rimasero in silenzio. Mi venne in mente una frase della Bhagavad Gita, testo sacro indiano: ‘Ora sono diventato Morte, il distruttore di mondi.’ Penso che in qualche modo tutti noi abbiamo avvertito questa sensazione.”

Questa citazione, intrisa di tragedia e rimorso, è divenuta emblematica dei sentimenti di Oppenheimer verso la sua creazione. Secondo lo Smithsonian Magazine, addirittura il presidente Truman fu colpito da questa frase nel 1945, quando Oppenheimer affermò: “Signor Presidente, mi sento come se avessi le mani sporche di sangue“.


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Irene Podestà
Sono una giornalista specializzata nell'analisi e nella recensione di film e serie TV. Con una vasta esperienza nel settore dell'intrattenimento, mi dedico a fornire consigli informati e approfonditi su produzioni cinematografiche e televisive, sia per il grande schermo che per le piattaforme di streaming. La mia passione per il mondo dell'intrattenimento si traduce in un impegno costante nell'identificare e condividere le opere più meritevoli e significative. Il mio obiettivo è fornire un punto di vista informato e critico per guidare verso una visione consapevole dei contenuti.