The Walking Dead 7 – L’inferno di Negan

È dal 4 aprile che aspettiamo il ritorno di The Walking Dead 7. Rendiamoci conto che si tratta di un tempo lunghissimo, se pensiamo che la ripresa della stagione era allo stesso tempo attesa e temuta. L’ultima puntata della stagione 6 si era conclusa con una grossa incognita: chi era stato colpito da Negan? L’inquadratura finale ci aveva lasciati tutti con grossi dubbi, oltre che con un’ansia pazzesca.

Bisogna essere davvero fuori di testa per chiamare la propria arma Lucille, in onore della moglie morta; specialmente se l’arma in questione è una mazza da baseball ricoperta da filo spinato. E in effetti, il capo dei Salvatori, nella prima puntata della settima stagione di The Walking Dead, ci ha effettivamente dimostrato di avere qualche rotella fuori posto.

Negan è felice come una pasqua, perché vuole uccidere qualcuno appartenente al gruppo di Rick. Sapete com’è… aver giocato al gatto col topo non gli è bastato! La sua Lucille ha sete di sangue e lui si sente in obbligo di nutrirla (poverino!). C’è solo un piccolo problema. Negan è così indeciso che non sa proprio chi uccidere. Così fa la conta. Che culo eh?


Peccato solo che gli sceneggiatori abbiamo deciso di non voler rivelare subito le carte in tavola e trollano, mostrandoci ad uno ad uno tutti i personaggi con una serie di flashback. Chi sarà la vittima? Su, ditecelo! Non ce la faccio più! 

OMG! La vittima è Abraham! L’ex militare deve morire e Negan lo colpisce in testa con Lucille senza esitare. Abraham è un vero duro e incassa il colpo senza emettere un suono (a parte il crack involontario della sua testa spaccata) mentre io, che ormai mi sono immedesimata nella storia e affezionata ai personaggi, ho un’ansia assurda e mi rannicchio ancora di più sul divano stringendo il cuscino.

“Leccami le palle!” – dice Abraham a Negan – morente, ma con ancora un filo di voce. Sì brutto stronzo! – gli urlo io di rimando dal divano.

Ma l’ultimo atto di ribellione di Abraham è la goccia che fa traboccare il vaso. Con colpi sempre più violenti, Negan lo massacra e rende la sua testa un puré di patate. Oddio, ma che schifo! 

L’inquadratura passa sul primo piano di Rick. Dallo sguardo dei suoi bei occhioni azzurri si capisce che è in preda a una serie di sentimenti contrastanti. Con un mix tra odio, terrore e disprezzo, fa una promessa a quel pazzo omicida di Negan.

Non oggi, e forse neanche domani, ma prima o poi ti ucciderò!

Eh si, come se fosse facile! In più ci si mette anche Daryl che, nel tentativo di fare l’eroe, tira un pugno a Negan. Bravo idiota, ora questo si incazza ancora di più. Ovviamente il capo dei Salvatori va fuori di testa, più di quanto non lo fosse già.

Bam! Un colpo fortissimo si abbatte sulla testa di Glenn. Nooooo! Caccio un urlo dal divano alla vista della scena.

Il povero Glenn non aveva fatto niente di male, ma quel pazzo da legare di Negan decide lo stesso di fare una seconda vittima. A modo suo deve impartire una lezione ai presenti: mai più atti di ribellione nei suoi confronti.
Il neo marito di Maggie non è robusto e ben piazzato come Abraham e si trova con il cranio mezzo spaccato e un occhio fuori dall’orbita fin da subito. La scena è peggio della precedente, splatterosa da far schifo. Persino Negan trova schifoso il risultato e si diverte a far battute sul povero e morente Glenn, finendo l’opera. Ecco perfetto, ora abbiamo due puré di patate spiaccicati per terra.

Poi Negan prende Rick di peso e lo sbatte come un sacco di patate dentro il camper (a Negan devono piacere molto le patate). Una serie di scene piuttosto lunghe in cui Negan fa capire a Rick che non ha scelte.
Non può ribellarsi a lui. Non può scappare, non può opporsi in nessun modo: deve solo fare quello che lui gli ordina, altrimenti altri componenti del suo gruppo moriranno in maniera atroce…. Bla bla bla. Abbiamo capito.

Negan vuole che Rick viva, vuole che sia il suo cane da riporto. Deve recuperare persino la sua accetta in mezzo ai non morti, racimolare provviste e portargliene una parte. Lui e gli altri del gruppo lavoreranno per lui. In poche parole Rick è nella merda fino al collo.

Ma Rick è un osso duro e le minacce non hanno alcun effetto su di lui. Negan lo ha capito fin troppo bene e tenta di addomesticarlo, facendo leva sulle sue emozioni.

Fa alzare da terra Carl, si fa prestare un pennarello e traccia una linea sul braccio del ragazzo. Ora Rick è obbligato a fare una scelta difficile. O mozzerà di netto il braccio del figlio o tutti i componenti del suo gruppo moriranno ad uno ad uno e lui dovrà vivere con il rimorso fino a quando Negan, per gentile concessione, non lo ucciderà.

Una scena al cardiopalma che termina per il meglio (o alla meno peggio, sarebbe meglio dire). Rick, fortunatamente, non è costretto a tagliare il braccio al figlio. Era solo uno dei tanti moniti di Negan per costringere Rick al suo volere.

Missione compiuta. 1 a 0 per lo spietato capo dei Salvatori. Rick è uno straccio sotto tutti i punti di vista e ha completamente perso ogni desiderio di vendetta (speriamo soltanto per il momento, perché voglio la testa di Negan su una picca!).

Il gruppo è stato messo a dura prova ma numerose sfide li attenderanno probabilmente nelle prossime puntate. Come faranno a ribellarsi? Serve di certo una grossa alleanza ma, dopo quello che successo, chi avrà il coraggio di opporsi a Negan?

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