Pose è una serie TV statunitense, ideata da Ryan Murphy, il padre di “Glee” e “American Horror Story“, che racconta il fenomeno della Ball culture.

In questo mio articolo troverai innanzitutto alcune informazioni sulla trama e sul cast della serie televisiva. Inoltre, potrai vedere anche il trailer ita, sapere dove vedere Pose in streaming ita e, in particolar modo, leggere la mia recensione, in un capitolo maggiormente approfondito.

Detto ciò, se adesso sei impaziente di saperne di più, ti invito a prenderti giusto qualche minuto di tempo libero, per leggere tutto ciò che ho preparato per te. Prima di iniziare, però, attiva le notifiche tramite il browser, premendo sul pulsante Consenti nell’avviso che ti viene mostrato. Inoltre, seguimi sui social network (mi trovi su FacebookTwitter Instagram), per restare sempre aggiornato sui contenuti che pubblico. Arrivati a questo punto, non mi resta altro che augurarti una buona lettura e, soprattutto, una buona visione!

Pose: trama, cast, trailer

Pose

Pose è una serie TV ambientata tra gli anni ottanta e novanta a New York che racconta la difficile vita di un gruppo di persone appartenenti alla comunità LGBT+. La serie TV delinea in modo intimo un momento storico che vedeva la contrapposizione di diversi elementi culturali e sociali negli Stati Uniti: l’ascesa lussuosa dell’era Trump e quella culturale e letteraria appartenente al mondo della Ball culture.

Qui di seguito trovi l’elenco completo del cast.

  • MJ Rodriguez: Blanca Rodriguez-Evangelista
  • Dominique Jackson: Elektra Abundance
  • Billy Porter: Pray Tell
  • Indya Moore: Angel Evangelista
  • Evan Peters: Stan Bowes
  • Kate Mara: Patty Bowes
  • James Van Der Beek: Matt Bromley
  • Ryan Jamaal Swain: Damon Richards-Evangelista
  • Charlayne Woodard: Helena St. Rogers
  • Dyllón Burnside: Ricky Evangelista
  • Hailie Sahar: Lulu Abundance
  • Angelica Ross: Candy Abundance
  • Angel Bismark Curiel: Martinez “Lil Papi” Evangelista

Pose: streaming

Pose

Vuoi sapere dove vedere Pose in streaming o in download? In tal caso, sarai felice di sapere che la serie TV potrebbe essere disponibile gratuitamente su alcune piattaforme di streaming in abbonamento come Netflix, ad esempio.

A tal proposito, per maggiori informazioni al riguardo, fai riferimento al riquadro che trovi qui di seguito.

GUARDA IN STREAMING

Pose: recensione

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Era il 1989 quando, sui canali di video musicali degli Stati Uniti, uscì il singolo Deep in Vogue di Malcom McLaren. In quegli anni, però, pochissime persone sapevano cosa fosse il ballo Vogue di cui parlava la canzone. Che cos’erano le Houses of New York e chi erano Le Beija, Extravaganza, Magnifique, ai quali il brano musicale rivolgeva uno speciale tributo? Nel luglio 1989, il singolo Deep in Vogue era in prima posizione nelle classifica Billboard Dance Play, eppure la risposta a queste domande era avvolta nel mistero, così come il vero significato della canzone.

Un anno più tardi, a fare chiarezza sul mondo della ball culture ci pensò il documentario Paris is Burning di Jennie Livingston, ma fu soltanto la canzone Vogue di Madonna, uscita sempre nello stesso anno, a rendere popolare il fenomeno del vogueing, portando all’attenzione l’esistenza di uno stile di ballo che finora nessuno conosceva.

Il vogueing è uno stile di danza contemporanea, nato inizialmente nei primi degli anni ‘60 nei locali gay frequentati da latinoamericani e da afroamericani. Questo ballo prende il nome dal noto magazine Vogue e consiste nell’imitare, con gesti angolari ma fluidi, le pose delle modelle, così come si vedono nelle riviste o nelle sfilate. Ad oggi questo stile si è evoluto, nonché notevolmente trasformato, ma è possibile ritrovare la sua essenza nei movimenti dell’electro dance.

Pose

Alla cantante Madonna, quindi, si attribuisce il merito di aver reso pop il modo di ballare e lo stile di vita di un gruppo di persone emarginate in quel determinato periodo storico, che fino a quel momento erano state sempre nascoste nell’ombra, per via della società omofoba.

I frequentatori delle Ball, competizioni clandestine dove si ballava il vogue, non erano però semplici appartenenti alla comunità LGBT: erano una minoranza etnica composta da giovani gay o transgender afroamericani e latinoamericani, spesso cacciati di casa dalle loro famiglie, per via della loro sessualità. Questi ragazzi e ragazze, a volte anche minorenni, si ritrovavano per strada e, non riuscendo a trovare un lavoro, rischiavano di doversi prostituire per sopravvivere.

Era, quindi, compito delle Madri e dei Padri – donne e uomini più adulti, ma appartenenti alla stessa comunità – toglierli dalla strada, dargli un tetto sopra la testa, oltre che un educazione. Dopo essere stati accolti in una House e cresciuti da figure genitoriali non consanguinee, questi ragazzi avevano un unico posto dove potevano mostrare il loro talento e sentirsi accettati per ciò che erano: i locali dove si ballava il vogue e ci si sfidava a colpi di vestiti alla moda e sgargianti. 

Pose

Il documentario Paris is Burning, che mostra questo preciso spaccato culturale, è adesso un film cult, ma a rendere un omaggio più moderno a questa comunità LGBT ci ha pensato lo sceneggiatore statunitense Ryan Murphy, grazie alla serie TV Pose, la cui seconda stagione ha debuttato sulla piattaforma di streaming Netflix il 30 ottobre. 

A tal proposito, i motivi che ci hanno spinto a guardare e recensire la serie TV Pose sono molteplici, ma il primo tra tutti è che Pose non è soltanto il remake spirituale del documentario, ma una e vera e propria serie TV con una trama costruita ad hoc, per approfondire le tematiche trattate e rendere omaggio alle reali persone che si sono messe a nudo, raccontando la loro vita nelle interviste di Paris is Burning.

Proprio per raggiungere questo suo obiettivo, Pose si distingue per la presenza di un cast corale composto principalmente da attrici transgender, elemento innovativo e rivoluzionario sia per il piccolo che per il grande schermo. 

Pose

Se, per esempio, in Paris is Burning Octavia St. Laurent portava lo spettatore nella sua camera da letto dove raccontava con occhi sognanti di voler diventare una famosa modella, in Pose abbiamo il privilegio di poter seguire da vicino la scalata verso il successo di Angel Evangelista. Questo personaggio è interpretato dall’attrice Indya Moore che è la prima modella transgender a posare sulla copertina della rivista Elle.

Pose mescola e confonde volutamente realtà e finzione, affinché risulti chiaro come i protagonisti della serie TV siano ispirati da fatti e vicende reali o realmente accadute. È quindi chiaramente possibile trovare diverse analogie tra i protagonisti del documentario e i personaggi della serie TV che, volendo riassumere, segue da vicino le vite, i sogni e le ingiustizie subite da alcuni membri della comunità LGBT, nell’America degli anni ‘80 e ‘90. 

Se però la narrazione della prima stagione si sviluppa principalmente sulla nascita delle Houses e sulla presentazione dei suoi personaggi principali, raccontando i loro sogni e le loro difficoltà nell’emergere, la seconda stagione sceglie di focalizzare l’attenzione dello spettatore su un tema diverso in ogni puntata. Tra questi, vi sono l’importanza del credere nei propri sogni, il calore dato da una famiglia non legata da vincoli di sangue e la difficoltà di essere accettati nella società, per una persona appartenente alla comunità LGBT.

Pose

Sotto questo punto di vista, la seconda stagione risulta meno incisiva a livello narrativo, in quanto, soltanto all’apparenza, sembra perdere di vista la sua struttura orizzontale. D’altra parte, però, risulta maggiormente interessante la sensibilizzazione che viene messa in atto verso le modalità di trasmissione dell’AIDS, tematica che assumeva una rilevanza secondaria nella prima stagione.

Anche se, ad oggi, la società è più aperta a garantire diritti alla comunità LGBT, rispetto agli ‘80, e vi è anche una maggiore informazione su quelli che sono i rischi dati dai rapporti sessuali non protetti, riteniamo sia ancora molto importante vedere, sulle maggiori piattaforme di streaming, documentari come Paris is Burning e serie TV come Pose, al fine di una maggiore comprensione delle lotte quotidiane che tutt’ora i membri della comunità LGBT affrontano.