Love Death and Robots_recensione

Ho visto in anteprima Love, Death & Robots Volume 2, cioè la stagione 2 della serie TV antologica d’animazione che in ogni puntata racconta, ogni volta in modo differente, di amore, di morte e di robot.

La stagione 2 di Love, Death & Robots arriva in streaming su Netflix il 14 maggio 2021. Dopo un’attenta visione sono pronta a parlarti più nel dettaglio di cosa puoi aspettarti dalle puntate di questa serie televisiva antologica attraverso questa recensione rigorosamente senza spoiler.

Fatte queste premesse iniziali, immagino che sarai impaziente di saperne di più sulla seconda stagione di Love, Death & Robots, vero? In tal caso, ti invito a metterti seduto bello comodo e a prenderti giusto qualche minuto di tempo libero, per leggere con calma questa mia recensione in anteprima. Prima di iniziare, però, ricorda di attivare le notifiche, tramite l’avviso che ti viene mostrato nel browser. Inoltre, seguimi sui social network (mi trovi su FacebookTwitter Instagram), per restare sempre aggiornato sui contenuti che pubblico. Arrivati a questo punto, ti auguro una buona lettura e, soprattutto, una buona visione!

Love, Death & Robots stagione 2 di cosa parla?

Love Death and Robots V2 trama

Love, Death & Robots Volume 2 è, esattamente come la prima stagione, una serie TV animata per adulti prodotta da Tim Miller, David Fincher, Jennifer Miller e Joshua Donen.

Gli episodi sono ambientati in mondi lontani o vicini al nostro e vedono, tra i protagonisti, giganti nudi, viaggiatori solitari, creature mostruose e robot impazziti, i quali vengono raffigurati in tutta la loro angosciante bellezza, in quello che costituisce il secondo volume di questa racconta antologica di storie animate.

Ogni puntata si contraddistingue per uno o più protagonisti e tratta anche un tema differente, spaziando tra diversi generi televisivi e stili grafici d’animazione: commedia, azione, fantasy, fantascienza, horror, humor nero, sono alcuni tra i generi nei quali le puntate si inseriscono.

La seconda stagione è composta da 8 episodi della durata variabile tra i 7 e i 18 minuti. L’intento è quello di raccontare un modo vicino o lontano al nostro, facendo riflettere gli spettatori ogni volta su tematiche differenti le quali, il più delle volte, hanno a che fare con la tecnologia e con l’umanità.  

Love, Death & Robots è, infatti, un’esplosiva serie TV antologica sul futuro che affonda le sue radici nel passato. Ogni puntata è realizzata da un’azienda differente che lavora nel settore dell’animazione e, inoltre, Tim Miller, l’ideatore della serie TV, ha collaborato con il regista David Fincher dopo aver desiderato a lungo di realizzare film d’animazione per adulti e cortometraggi nella sua casa d’animazione Blur Studio.

Insieme hanno ricercato talentuosi e diversi registi d’animazione da tutto il mondo, per mettere insieme le puntate di Love, Death & Robots Volume 2 che risulta essere una miscela di stili e storie che vanno dalla commedia violenta alla filosofia esistenziale.

Love, Death & Robots stagione 2 trailer

Prima di leggere la mia recensione di Love, Death & Robots Volume 2, ti invito alla visione del trailer ufficiale qui di seguito pubblicato, in modo da poterti fare un’idea iniziale su ciò che ti aspetta.

Love, Death & Robots recensione degli episodi

Love Death & Robots Volume 2

Grazie a Netflix ho visto in anteprima Love, Death & Robots Volume 2, per poter realizzare questa recensione in anteprima che ora stai leggendo.

A tal proposito, devi sapere che la mia impressione al riguardo è molto positiva: Love, Death & Robots Volume 2 si rivela ancora una volta una perfetta miscela di amore, morte e di robot, risultando un’ottima serie TV d’animazione capace di farti ridere, riflettere sul senso della vita, ma allo stesso tempo anche di terrorizzare e angosciare in soli 5 minuti.

Grazie alle sue puntate antologiche e alla breve durata delle storie raccontate è, infatti, possibile esplorare diversi universi narrativi, molti dei quali, data la loro eccezionale bellezza, si prestano particolarmente a essere il punto di partenza per la realizzazione di storie a sé stante.

Rispetto a Love, Death & Robots Volume 1, Love, Death & Robots Volume 2 ha più amore e morte ma meno robot; le puntate sono meno angoscianti, oltre che decisamente meno splatter, ma l’atmosfera distopica resta immutata, come anche l’intento riflessivo e a tratti filosofico.

L’unico lato negativo? 8 puntate si guardano in meno di due ore in totale e, dopo aver visto Love, Death & Robots Volume 2 gli amanti del bingewatching, cioè coloro che divorano un episodio dietro l’altro, si troveranno ad essere ancora “affamati”.

Detto ciò, vediamo più nel dettaglio di cosa parlano gli episodi e quali sono le riflessioni che mi hanno suscitato.

Servizio clienti automatico

“Se il suo Vacuubot tenta di ucciderla, prema 3.”

Diretto da Meat Dept (Kevin Dan Ver Meiren, David Nicolas, Laurent Nicolas), realizzato dalla compagnia di animazione Atoll Studio e basato su una storia di John Scalzi, l’episodio Servizio clienti automatico di Love, Death & Robots Volume 2 dura circa 10 minuti ed è ambientato in un futuro prossimo.

Alcuni anziani, infatti, sono abbastanza fortunati da potersi godere la pensione in alcune comunità high-tech. La loro vita prosegue in pieno relax e ogni loro bisogno viene soddisfatto…ma un bel giorno a un robot aspirapolvere non starà più bene subire uno sgarbo.

Un episodio divertente, ricco di humor, che immagina un mondo completamente automatizzato nel quale l’automazione non è sempre la comodità che ci si immagina.

Ghiaccio

“Due fratelli lontani da casa si uniscono ai locali geneticamente “modificati” in una corsa mortale.”

Ghiaccio è un episodio di 10 minuti diretto da Robert Valley, realizzato dalla compagnia di animazione Passion Pictures che si basa su una storia di Rich Larson.

Ambientato in un futuro ghiacciato dove gli esseri umani vengono potenziati con una forza e una resistenza sovraumana, coloro che sono i “non modificati” si sentono lasciati indietro.

Questo conflitto di classe, unito al desiderio di sentirsi speciali, provocherà una spaccatura tra due fratelli e metterà a rischio le loro vite, durante una pericolosa corsa attraverso il mare ghiacciato del loro mondo colonia.

Pop Squad

“Un poliziotto con l’incarico di combattere il flagello della sovrappopolazione è tormentato dal sacrificio umano richiesto dal suo lavoro.”

Pop Squad racconta una storia di fantascienza distopica in soli 15 minuti e ha come protagonista un poliziotto tormentato che sembra essere uscito da un videogioco del team di sviluppo francese Quantic Dream.

Diretto da Jennifer Yuh Nelson, realizzato dal Blur Studio e basato su una storia di Paolo Bacigalupi, Pop Squad è ambientato in un futuro in cui le risorse sono controllate dai ricchi e la “prole non registrata” è proibita dallo stato.

La storia racconta di un poliziotto incaricato di far rispettare il controllo della popolazione, che si troverà ad affrontare una crisi di coscienza, tormentato dai rimorsi a causa del suo lavoro.

Pop Squad è uno tra i migliori episodi di Love, Death & Robots Volume 2, grazie al suo stile d’animazione grafico estremamente realistico e alle sue interessanti riflessioni sulla vita eterna.

Snow nel deserto

“Tutti i cacciatori di taglie della galassia vogliono catturare Snow”

Se amate le storie d’avventura e d’azione frenetiche a sfondo distopico, Snow nel deserto è l’episodio che più conquisterà i vostri cuori.

Diretto da Leon Berelle, Dominique Boidin, Remi Kozyra, Maxime Luere, realizzato da Unit Image e basato su una storia di Neal Asher, Snow nel deserto vede come protagonista Snow, un albino senza età confinato su un pianeta arido e bruciato ai margini della civiltà galattica.

Snow ha una taglia che pende sulla sua testa ma, dopo essere stato braccato da un gruppo di mercenari, verrà salvato da una straniera di nome Hirald. Quali segreti nascondono entrambi?.

L’erba alta

“In un viaggio attraverso la prateria un uomo rimane ipnotizzato da misteriose luci lontane.”

L’erba alta è l’episodio di Love, Death & Robots Volume 2 che più si avvicina al genere horror: la sua storia di 8 minuti, infatti, sembra ispirarsi a quelle dello scrittore Stephen King.

Diretto da Simon Otto, realizzato da Axis Animation e basato su una storia di Joe Lansdale, L’erba alta è ambientato su un treno e vede come protagonista un viaggiatore solitario.

Quando il treno fa una fermata non prevista in mezzo al nulla, l’uomo viene attirato dalla presenza di misteriose luci alla deriva nei campi circostanti. Nonostante la raccomandazione di non allontanarsi, scoprirà che la sua curiosità potrà rivelarsi mortale, mentre indaga sulla provenienza della sorgente luminosa.

Era la notte prima di Natale

“La notte della Vigilia due bambini scendono le scale in punta di piedi per cercare di sorprendere Babbo Natale. Una storia nefanda solo per adulti.”

Questo è senza ombra di dubbio l’episodio migliore di Love, Death & Robots Volume 2 poiché in soli 4 minuti racconta una storia natalizia divertente e terrificante in modo assolutamente geniale.

Diretto da Elliot Dear, realizzato dalla compagnia di animazione Blink Industries e basato su una storia di Joachim Heijndermans, Era la notte prima di Natale è ambientato durante la Vigilia di Natale: le vicende hanno come protagonisti una ragazzina e il suo fratellino che sono rimasti svegli, troppo eccitati per dormire, in attesa di riuscire ad assistere all’arrivo di Babbo Natale.

Ma quando un tintinnio di campane annuncia l’arrivo del paffuto omone, i due bambini troveranno sotto l’albero una sorpresa davvero inaspettata…

La cabina di sopravvivenza

“Dopo un atterraggio brusco su un pianeta roccioso, un pilota entra in una cabina di sopravvivenza, dove dovrà far fronte a una minaccia.”

L’episodio di Love, Death & Robots Volume 2 che meno ho apprezzato è stato proprio La cabina di sopravvivenza: la presenza di forti luci lampeggianti hanno disturbato la mia visione, a causa del mio problema di fotosensibilità.

Inoltre la storia che racconta, seppur appartenente al genere fantascienza, non ha suscitato in me particolari emozioni; l’episodio risulta così non particolarmente degna di nota.

Diretto da Alex Beaty, realizzato da Blur Studio e basato su una storia di Harlan Ellison, La cabina di sopravvivenza è un episodio di 10 minuti che vede come protagonista l’attore Michael B. Jordan.

Quando la sua nave viene danneggiata in battaglia, un pilota da combattimento si schianta su un pianeta desolato. Fortunatamente c’è un rifugio automatizzato sulla superficie in cui può rintanarsi fino all’arrivo dei soccorsi…se solo riuscirà a sopravvivere così a lungo.

Il gigante affogato

“Il cadavere di un ragazzo gigantesco è ritrovato sulla spiaggia con grande curiosità da parte della popolazione locale.”

Il gigante affogato è un altro episodio degno di nota di Love, Death & Robots Volume 2, che si distingue per la sua poeticità, facendo riflettere sul senso della vita e sull’eredità che tramandiamo ai posteri. Questo episodio di 10 minuti è, infatti, diretto da Tim Miller, realizzato dalla compagnia di animazione Blur Studio e si basa su una storia di J.G. Ballard.

Le vicende hanno inizio quando il cadavere di un gigante affogato viene rivenuto sulla spiaggia di un piccolo villaggio di pescatori e, conseguentemente, una folla di curiosi si riunisce per assistere allo spettacolo. Tra tutti, è uno scienziato locale a sviluppare un particolare interesse per la creatura mostruosa, al fine di documentare il senso della vita e della morte.

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