Quest’oggi voglio portarvi con me all’interno della città di Columbia, seguirete con me le misteriose avventure di Booker DeWitt e mi aiuterete a liberare Elisabeth dalla prigione in cui è intrappolata.

Sto parlando di Bioshock infinite, videogioco sparatutto in prima persona che mi ha veramente lasciato a bocca aperta. Terzo capitolo della saga del team Irrational Games, Bioshock infinite non è propriamente un sequel, ma una storia a parte che speriamo vi coinvolga e vi emozioni proprio come ha fatto con me.

Descrivervi la trama di Bioshock infinite è abbastanza complicato, visto che rischerei di raccontarvi dettagli davvero importanti, quindi vi parlerò solo del’inizio della vicenda illustrando a grandi linee il setting e le mie impressioni con questa recensione.

Bioshock: l’inzio dell’avventura

La trama parte in modo molto semplice; il gioco inizia con un faro, come tutti gli altri Bioshock. Siamo in una versione alternativa del 1912 e Booker DeWitt ex investigatore privato con debiti di gioco dal passato oscuro e violento, ha un conto in sospeso con alcuni individui e per sdebitarsi dovrà partire alla volta della misteriosa città volante di Columbia per recuperare una giovane ragazza di nome Elisabeth. La città è stata costruita dagli Stati Uniti ma poi sfuggita al controllo e diventata indipendente.

Scopriamo però che la ragazza vive rinchiusa in una enorme statua, mentre l’utopica armonia di Columbia è solo la maschera di una città piena di contrasti. Giunto nella città infatti Booker DeWitt si renderà conto che la sua missione non è una passeggiata, Columbia è infatti, tenuta in pugno da un dittatore fanatico e in preda ad una guerra di secessione.

 

Inoltre il folle leader spirituale Comstock è già a conoscenza del suo arrivo, e Booker DeWitt è già conosciuto per le strade di Columbia come il “falso pastore” e quindi come famigerato ricercato.

Ma come se non bastasse, anche Songbird, un essere all’apparenza inarrestabile, non mancherà di attaccarci con una ferocia senza eguali nel tentativo di proteggere la ragazza.

Questo è solo il primo di una serie di misteri di Bioshock infinite, dove te lo assicuro, nulla è come sembra.

I misteri coinvolgono i protagonisti e in particolare, Elisabeth e il profeta, in un maturo intreccio narrativo costruito non solo attraverso i personaggi e le loro azioni ma anche tramite registrazioni vocali ed estratti che completano la trama e il background come pezzi di un enorme puzzle.

Una narrazione eccellente che è supportata dall’ambientazione rappresentata dalla città di Columbia, una città volante in grado di sfidare le leggi della fisica.

Gli sviluppatori hanno realizzato la città con una perfetta contestualizzazione. Columbia è simbolo della potenza americana all’inizio del ‘900 e  la contestualizzazione avviene anche grazie ai particolari come i  vestiari gli oggetti, il design delle strutture e le musiche. L’atmosfera ricreata è quella post guerra di secessione.

Bioshock Infinite: lo stile di gioco

Il gameplay è lineare e la libertà esplorativa è comunque un aspetto molto riuscito perchè non serve solo per recuperare oggetti necessari per la sopravvivenza del protagonista, ma ogni parte dell’ambientazione racconta una storia e serve per ampliarne il background. Anche solo sentendo una canzone alla radio o ascoltando i pettegolezzi di una coppietta ci si rende conto di quanto sia stato ampio il lavoro fatto dal team per la ricerca della contestualizzazione.

Il combattimento riprende lo stile dei precedenti Bioshock: Booker DeWitt è un uomo che ci sa fare con le armi, e con la mano destra ne potrete trasportare fino ad un massimo di due.

Presto però troveremo un ritorno ai classici poteri dei vecchi Bioshock poiche Booker DeWitt però verrà a contatto con i vigor, un preparato da bere che gli darà poteri soprannaturali che potrà usare con la mano sinistra.

La combinazione tra armi e poteri darà un valore aggiunto all’esperienza di gameplay, lasciando al giocatore la scelta di come affrontare uno scontro.

L’intelligenza artificiale dei nemici è però un po’ scarsa e impacciata, i nemici normali tendono a stare lontani e non avvicinarsi troppo, e troviamo un maggiore livelli di sfida solo durante i combattimenti con gruppi di nemici. Diverso è il discorso per i patrioti motorizzati e gli handyman che invece hanno un buon grado di sfida, rappresentano quasi dei mini boss e per affrontarli bisognerà sfruttare al massimo i ripari presenti nello scenario.

In determinati livelli si potranno poi usare le Skyline, delle rotaie sospese da usare per mantenersi in movimento e far perdere le nostre tracce ai nemici. Le skyline sono comunque un elemento marginale nel combat e sarebbe stato più bello poterne usufruire maggiormente.

Le abilità di Elisabeth sono invece utili per dare dinamicità al combat, ganci, torrette e patrioti sono armi da non sottovalutare per cambiare le sorti di alcuni combattimenti.

Sempre parlando di Elisabeth, il suo è un personaggio non giocante spigliato, capace e furbo e, cosa principale, di supporto: non avrà bisogno di cure, e anzi grazie ai suoi poteri, potrà visitare altre realtà aprendo vere e proprie finestre su altre dimensioni e ci sarà molto utile lanciandoci munizioni, armi, sali per i vigor o medikit. Inoltre potrà utilizzare le spaccature dimensionali per materializzare ai nostri comandi, ripari o torrette armate per difenderci.

Tutto sommato però tenendo conto delle varie sfaccettature del gameplay posso dire che in molti momenti l’esaltazione e l’adrenalina salgono alle stelle.

Bioshock Infinite: la grafica e l’ambientazione

Anche il comparto grafico è sorprendente, capace di abbagliare e di stupire grazie ad un utilizzo eccellente della Real Engine e alla capacità di disegnare alla perfezione una città affascinante e perfetta anche nei dettagli come nelle strade e negli edifici arredati ad arte.

Bioshock Infinite è un titolo che dà al giocatore stimolazioni a livello multisensoriale; il colpo d’occhio è talmente evocativo da far percepire anche l’odore del tabacco, dei popcorn e del lucido da scarpe che traspira dalle vie di Columbia.

La colonna sonora è favolosa, la recitazione è davvero convincente e assieme ad un doppiaggio italiano  di altissimo livello, contribuisce a dare umanità e caratterizzazione ai personaggi.

Definire Bioshock Infinite solo uno shooter sarebbe sbagliato, è un videogioco dove il coinvolgimento narrativo, emotivo e sensoriale fanno la differenza, un FPS capace di immergere totalmente in una realtà completamente nuova.

Columbia è un mondo in cui immergersi, ricco di sfaccettature e particolari, completo. Bioshock infinite crea una esperienza di grande impatto capace di farci immedesimare fin da subito nei personaggi, profondi e intriganti.

Bioshock Infinite: un FPS incentrato sulla narrazione

La narrazione è senza dubbio il fiore all’occhiello di Bioshock Infinite, perchè è capace di restare ai livelli dei precedenti capitoli toccando temi sociali e politici, giocando con la storia degli Stati Uniti ma non solo. Passeggiando tra le strade di Columbia rifletterete sul razzismo, la lotta di classe e sui principi fisici dei viaggi temporali e delle realtà parallele. Tutto questo per poi arrivare ad un finale memorabile.

Bioshock infinite è un viaggio incredibile, da giocare tutto d’un fiato fino al sorprendete finale che vi lascerà a bocca aperta.

Se vi piace l’idea di giocare uno sparatutto in prima persona fortemente incentrato sulla trama, regalatevi subito un viaggio per Columbia. Sarà un viaggio che non dimenticherete.